
Dormiano tutti nello stesso letto. Lo abbiamo trasportato al centro della casa, a metà del corridoio, come un’isola emersa all’improssivo dopo un terremoto sotterraneo. Lo teniamo lì, senza rifarlo mai, anche se ostruisce il passaggio e dobbiamo calpestarlo avanti e indietro per entrare e uscire dalle altre stanze. E’ un letto alto, con lo scheletro in ferro, e per riuscire a incastrarlo tra le pareti del corridoio abbiamo dovuto abbattere uno dei muri non portanti. Le macerie sono ancora ammucchiate lungo un lato del letto, solo le nostre scarpe sono in grado di rimuoverle, spargendole a poco a poco per la casa. Briciole di stucco, pezzettini di mattoni, polvere e terriccio. Dormiamo il più separati possibile: io, To, Lara e Alex. Usciamo quando è notte per andare a prendere da mangiare da Mc Donald’s. Menù grandi, con McNuggets Extra e McFlurry doppio. Siamo felici quando possiamo mangiare insieme sopra il letto-isola. Abbiamo deciso di non spostare niente, di rimanere naufraghi qui, tra le lenzuola grigie e intrise di odori, almeno finché non arriveranno gli altri.
Posted by M.







