Antidoti all’insonnia
Lo scottex di Studio Albanese e una G-pilot. Il top dei miei pensieri si imprime così. Torno, a sera, che tutti dormono. Sulla porta di casa c’è la solita targa di ottone “DOTT.ALBANESE STUDIO LEGALE”. Entro cercando di far piano. Chiudo a doppia mandata, al buio. Arrivo in sala da pranzo. Accendo la luce. Mi tolgo scarpe e cinta e le poso nell’ingresso in punta di piedi. Torno in sala da pranzo, mi preparo una sigaretta, apro la finestra, prendo il posacenere…ed eccomi lì, che mi vien voglia di scrivere. Niente carta né quaderni. Solo una penna, la G-pilot a inchiostro in gel, vicino al frigorifero. La usiamo per scrivere la divisione dei prezzi sugli scontrini della spesa, che blocchiamo sul frigo con le più svariate calamite. E sul tavolo c’è la carta scottex, che usiamo come tovaglioli. Prendo la penna in mano, strappo un pezzo di scottex, accendo la sigaretta e inizio a scrivere.
I riti del sonno
Se mi trovo al chiuso, con un tetto sulla testa, prima di andare a dormire, anche se sono stanca morta, passano almeno un paio d’ore. La costante è la sigaretta. Le variabili vanno da stare al pc, a mettermi a scrivere, a star semplicemente seduta, ad aspettare il momento per mettermi a letto. Seduta a pensare. Pensare. Pensare. Il tempo scorre e io, lì, immobile, a consumare sigarette.
Il mio pigiama preferito
Lo trovai nell’armadio di mamma (io, in questa casa, non ne ho più uno). Ma c’era solo il sopra, che non utilizzavo mai perchè troppo leggero. Nero, di raso. Tutto sbrilluccicante. Con i soli e le lune e le stelle dorate. Sulla pelle era un piacere. Tutto scivoloso. Era di almeno tre taglie in più della mia. I pigiami devono esser comodi! Talmente grande che ci sguazzavo dentro. Uno sbirulino. Ci pulivo per terra. Ma non l’ho mai accorciato. Andava bene così. Proprio per sguazzarci dentro nei sogni…come fosse un cielo in cui rotolare. Anche ora, ne ho uno così. Tre taglie in più. Ma è invernale. E’ felpato. E invece di accorciarlo lo lego alle caviglie con degli elastici. Sembro un’orientale anomala. A casa, Giacomo dice che è il più bel pigiama delle coinquiline dell’appartamento. E’ tutto azzurro, con le nuvolette bianche. Sul sopra, c’è una nuvola grande con cucito un arcobaleno. Anche in questo pigiama dormo serena. Navigo tra le nuvole e rotolo sotto l’arcobaleno. E ogni volta che lo indosso, mi torna in mente la leggenda della pentola dell’oro alla base dell’arcobaleno, con tutti i folletti. E sorrido a me stessa.
Dormire è…
Sono le undici del mattino e sono alla ventiseiesima ora sveglia; alla trentesima sigaretta; al nono caffè. Sonno necessario. Ma inutile. Sonno piacevole quando sono in compagnia. Quella compagnia che ti toglie ogni pensiero, come se ne appropiasse donandoti la tranquillità, permettendoti di crogiolarti nella sicurezza che tutto ciò che accadrà non è nelle tue mani. Il sonno con quella compagnia a cui ti concedi, a cui t’abbandoni. O il sonno quando sono in viaggio. Su un treno, in macchina. O in un luogo dove riesca a sentire in sottofondo qualcosa che mi culli (il vento, le fronde di un albero, la strada sotto le ruote, i binari sotto le rotaie, a volte anche nel letto, con la finestra aperta e il gracidio delle rane, le macchine che girano alla rotatoria o l’autobus che sbuffa alla fermata). Ma io non ho compagnia né compagni di viaggio. E rincorro la pausa. Alla ricerca del sonno utile.
Io e la notte
Stanotte, son tornata a casa con i mezzi pubblici. Non ce ne era uno che mi portasse dritta a casa, perciò ne ho cambiati tre. Il bello son state le passeggiate tra una fermata e l’altra. Piazza del Parlamento deserta. Via del Corso con qualche gruppo di turiste. Piazza Barberini tutta illuminata con solo gli spazzini con le cuffiette alle orecchie (chissà che musica ascoltavano). Via Sistina con tutti gli alberghi aperti con le luci accese fino a Piazza Trinità dei Monti (neanche sapevo che via Sistina portasse a Trinità dei Monti!) e la tranquillità che c’era in giro…quella della “non desolazione”, ovvero quella della tipica notte d’estate dove i pochi che sono in giro non sembrano stanchi e annoiati e con la fretta di tornare a casa, quanto tranquilli e rilassati nell’attesa. Forse, anche loro, un pò meravigliati…come me in questa notte.
Posted by Chiara
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