Archivio per la categoria ‘MySpace Sleep Competition’

MySpace Sleep Competition - 13

Luglio 24, 2007

 

Antidoti all’insonnia
Lo scottex di Studio Albanese e una G-pilot. Il top dei miei pensieri si imprime così. Torno, a sera, che tutti dormono. Sulla porta di casa c’è la solita targa di ottone “DOTT.ALBANESE STUDIO LEGALE”. Entro cercando di far piano. Chiudo a doppia mandata, al buio. Arrivo in sala da pranzo. Accendo la luce. Mi tolgo scarpe e cinta e le poso nell’ingresso in punta di piedi. Torno in sala da pranzo, mi preparo una sigaretta, apro la finestra, prendo il posacenere…ed eccomi lì, che mi vien voglia di scrivere. Niente carta né quaderni. Solo una penna, la G-pilot a inchiostro in gel, vicino al frigorifero. La usiamo per scrivere la divisione dei prezzi sugli scontrini della spesa, che blocchiamo sul frigo con le più svariate calamite. E sul tavolo c’è la carta scottex, che usiamo come tovaglioli. Prendo la penna in mano, strappo un pezzo di scottex, accendo la sigaretta e inizio a scrivere.

I riti del sonno
Se mi trovo al chiuso, con un tetto sulla testa, prima di andare a dormire, anche se sono stanca morta, passano almeno un paio d’ore. La costante è la sigaretta. Le variabili vanno da stare al pc, a mettermi a scrivere, a star semplicemente seduta, ad aspettare il momento per mettermi a letto. Seduta a pensare. Pensare. Pensare. Il tempo scorre e io, lì, immobile, a consumare sigarette. 

Il mio pigiama preferito 
Lo trovai nell’armadio di mamma (io, in questa casa, non ne ho più uno). Ma c’era solo il sopra, che non utilizzavo mai perchè troppo leggero. Nero, di raso. Tutto sbrilluccicante. Con i soli e le lune e le stelle dorate. Sulla pelle era un piacere. Tutto scivoloso. Era di  almeno tre taglie in più della mia. I pigiami devono esser comodi! Talmente grande che ci sguazzavo dentro. Uno sbirulino. Ci pulivo per terra. Ma non l’ho mai accorciato. Andava bene così. Proprio per sguazzarci dentro nei sogni…come fosse un cielo in cui rotolare. Anche ora, ne ho uno così. Tre taglie in più. Ma è invernale. E’ felpato. E invece di accorciarlo lo lego alle caviglie con degli elastici. Sembro un’orientale anomala. A casa, Giacomo dice che è il più bel pigiama delle coinquiline dell’appartamento. E’ tutto azzurro, con le nuvolette bianche. Sul sopra, c’è una nuvola grande con cucito un arcobaleno. Anche in questo pigiama dormo serena. Navigo tra le nuvole e rotolo sotto l’arcobaleno. E ogni volta che lo indosso, mi torna in mente la leggenda della pentola dell’oro alla base dell’arcobaleno, con tutti i folletti. E sorrido a me stessa. 

Dormire è…
Sono le undici del mattino e sono alla ventiseiesima ora sveglia; alla trentesima sigaretta; al nono caffè. Sonno necessario. Ma inutile. Sonno piacevole quando sono in compagnia. Quella compagnia che ti toglie ogni pensiero, come se  ne appropiasse donandoti la tranquillità, permettendoti di crogiolarti nella sicurezza che tutto ciò che accadrà non è nelle tue mani. Il sonno con quella compagnia a cui ti concedi, a cui t’abbandoni. O il sonno quando sono in viaggio. Su un treno, in macchina. O in un luogo dove riesca a sentire in sottofondo qualcosa che mi culli (il vento, le fronde di un albero, la strada sotto le ruote, i binari sotto le rotaie, a volte anche nel letto, con la finestra aperta e il gracidio delle rane, le macchine che girano alla rotatoria o l’autobus che sbuffa alla fermata). Ma io non ho compagnia né compagni di viaggio. E rincorro la pausa. Alla ricerca del sonno utile. 

Io e la notte
Stanotte, son tornata a casa con i mezzi pubblici. Non ce ne era uno che mi portasse dritta a casa, perciò ne ho cambiati tre. Il bello son state le passeggiate tra una fermata e l’altra. Piazza del Parlamento deserta. Via del Corso con qualche gruppo di turiste. Piazza Barberini tutta illuminata con solo gli spazzini con le cuffiette alle orecchie (chissà che musica ascoltavano). Via Sistina con tutti gli alberghi aperti con le luci accese fino a Piazza Trinità dei Monti (neanche sapevo che via Sistina portasse a Trinità dei Monti!) e la tranquillità che c’era in giro…quella della “non desolazione”, ovvero quella della tipica notte d’estate dove i pochi che sono in giro non sembrano stanchi e annoiati e con la fretta di tornare a casa, quanto tranquilli e rilassati nell’attesa. Forse, anche loro, un pò meravigliati…come me in questa notte. 

 

Posted by Chiara

www.myspace.com/ChiaraCicciarelli  

 

MySpace Sleep Competition - 12

Luglio 23, 2007

 

Il mio letto
Chi ha avuto modo di conoscermi sa che il letto è la mia casa nella casa. Fin dal giorno in cui m’iscrissi all’università la metà libera del mio letto “universitario” è diventata una sorta di valigia sempre aperta. Vestiti, notebook, accessori, libri, cd, le mie scartoffie e persino lo stereo, di quelli piccoli. Ogni genere di effetto personale o presunto tale che potesse servirmi (ma anche no, come ovviamente accade) nel mio illogico peregrinar sul terreno suolo…Per cause evidenti vengo definita una supermegaoveriperultra disordinata, ma (non dite che è la solita scusa) io nel mio “disordine” mi oriento! Il letto però è anche il mio tappeto volante…E’ la nuvola dei sogni, il regno della magia, la culla per gli stati beati, un clinex (povere lenzuola) per le lacrime, è la birra con gli amici, le chiacchierate in conferenza al telefono con chi è (troppo) lontano, è scrigno e ladro dei miei tesori, croce e delizia di scarlatte voluttà, tesi, antitesi e sintesi di contorti pensieri e arrovellamenti schizoidi…No, non è mero o inutile disordine…Il mio letto sono io…Come potrei non portare in viaggio sul tappeto volante la mia valigia?! Mia mamma continua a sperare che prima o poi io rinsavisca.

Dormire è…
Concedetemi un vezzo poetico…

(D)olce (D)emoni (D)omani
(O)nirico (O)ndeggiano (O)gni
(R)iflusso dove (R)utilanti (R)icordo
(M)orbide (M)ordendo (M)endicherà
(I)mmagini (I)nsidiosi (I)rrequieto
(R)iflettono (R)aminghe (R)iposi
(E)nfasi (E)mozioni (E)terni

Il sonno…E’ tutto ciò e molto di più…Arriva silente, atteso, sofferto, improvviso…Ristoro di corpi stanchi e ritrovo di immagini, sogni e incubi…Il sonno è inquietante nella sua tenerezza, non puoi penetrarlo eppure farci l’amore è libidine liquida…Il sonno è donna, è femmina…a volte inafferrabile, a volte puttana, altre volte ti culla come una madre, altre ancora ti lascia giocare a nascondino come una bimba…Seduzione è dormire.

Il mio pigiama preferito
Promuovo ufficialmente una petizione per eliminare la tradizione del Regalo del Pigiama. A pois, a righe, multicolor, con fiorellini, con animaletti dagli occhioni sbarrati, di cotone, di flanella, estivo, invernale, pezzo unico o con la variante pantalone corto/lungo…Armadi e cassetti chiedono pietà, ed è inutile far notare che tu il pigiama non lo usi! Questo però non vuol dire che non abbia un amante col quale tradire il marito pigiama…Boxer aderenti da uomo e canotta da muratore, quella bella di cotone a costine con le spalline che diventano più strette dietro la schiena…Tutto rigorosamente black! Ognuno ha le sue fissazioni…Esco dalla doccia bollente, olio johnson, boxerini, canotta, una nuvola di profumo nella quale pavoneggiarmi, una camel e le dita sono pronte a correre sui tasti del pc…Il mio non-pigiama preferito.

La mia posizione preferita
Questo post aumenta il desiderio di freddo…Sono un feto darche  sotto il piumone. Mi rannicchio sul fianco sinistro coccolandomi un po’, mi canto la ninna nanna, rimesto i miei pensieri e godo di quel calore che mi condurrà dritta dritta tra le braccia di Morfeo…Non potrei dormire in altro modo, sarà un retaggio infantile, non so, sarà per qualsiasi altro motivo, ma io così mi sento bene, ed è uno dei rarissimi momenti in cui posso dire di non aver bisogno d’altro. Non esiste più insofferenza, insoddisfazione o desiderio alcuno. Mi abbraccio e mi amo, mi conduco in quel mondo solo mio. “It’ll end in tears” dei This mortal coil suona per me. Ora la bimba dorme e nel suo sogno diventa sirena…Ascoltami, io canto…Nuota verso di me, vieni a me, lascia che ti abbracci…Sono qui, sono qui che aspetto di averti.

Io e la notte
E’ una dama nera che danza ipnoticamente custodendo il suo mistero tra le carezze del vento…E’ un segreto trattenuto da una mano in una tasca troppo stretta…L’angelo dal volto di demone…La dama nera schiude piano le labbra…Canta sottovoce inseguendo la melodia del mare…Si stringe in un vortice di seta e si lascia abbracciare da racconti che nessuno sa ascoltare…Si lascia scivolare amabile e sinuosa su antiche pietre, cade solenne sui tetti di città rese silenti dai suoi oscuri bagliori…Si lascia vivere, ma mai abbastanza…Giungo a goderla, ma pallide luci la portano via…Tornerà di nuovo, ma il suo amare fugace la strapperà ancora a me…E nuovamente tornerà e infinite volte fuggirà…Io e Lei…L’aurora ci troverà abbracciate.

 

Posted by Ice Age Zine

www.myspace.com/goticoincanto  

 

MySpace Sleep Competition - 11

Luglio 22, 2007

 

Il mio letto
Il mio regno è un letto con lenzuola-bastioni e cuscini merlati. I miei soldati non sono di stagno e carne ma di carta e aria. Nel mio letto le mine HB si consumano al fronte e io mi ritrovo signora e prigioniera dei miei cento mondi incongruenti. Parole, battetevi per me. Diventate immortali, per me.

I riti del sonno
Quando il tempo è buono dormo decisamente bene; quando è cattivo, dormo decisamente meglio. Però, prima, una cosa che mi piace è guardare: il cielo con la luna per traverso, la pioggia, il temporale pulsare. La tempesta che cade e si rialza fino a spiare dal mio vetro. O quando torna la neve, con la sua danza e i suoi battiti clandestini alle finestre.

Un sogno indimenticabile
Questa è veramente bella, quando ci ripenso rido ancora come quella mattina di un giorno imprecisato, che potrebbe essere eoni fa come l’altro ieri. Nel mio sogno dovevo assolutamente consegnare una lettera a un amico lontano per informarlo di fatti sconvolgenti. L’angoscia era palpabile: tutto dipendeva da quel foglio di carta per evitare la catastrofe (quale… ancora non l’ho capito). Attraverso vari canali e molteplici tentativi riesco finalmente a trovare un corriere tanto intrepido da sobbarcarsi l’incarico. Arriva da me una sera dopo il tramonto e gli consegno la busta sigillata con la raccomandazione di essere rapido come il vento. “Tranquilla” mi risponde “Io sono veloce come una mela rossa!”. E parte di corsa.

Dormire è…
“To die, to sleep… To sleep: perchance to dream”. Ecco. Tutto ciò che chiami beato altro non è che profanazione di tombe inquiete. Voglio vagare in pace, nella tranquillità o nel tormento, non importa. Ma non salvarmi, non svegliarmi, voglio solo riposare. I gatti sanno di più perchè dormono di più. Voglio guardare nel buio finchè quella bizzarra crepa elettrica non prenderà una forma, un’identità, magari mi darà la mano e si presenterà: “Buongiorno (ah, che ironia!), sono il Sogno”.

Il posto più strano dove l’ho fatto
Capodanno (o Cappiodanno per gli amici intimi) 2005, il 2006 alle porte. Una bella smontagnata è quello che ci vuole. Arriviamo in una normale casa in pietra della Valsesia con una stufa per riscaldare la sala e un letto, anzi divano-letto, come tanti. Sembrava proprio uguale a tutti gli altri: dimensioni regolari, colore monotono, difficoltà ad aprirlo. Però sfido qualunque altro divano-letto ad accogliere sei persone per la notte. Ci siamo ammonticchiati, vociando davanti alla televisione con “La storia infinita” accesa mentre noi ci spegnevamo di botto uno alla volta, come i cuccioli che hanno rincorso gomitoli fino a trenta secondi prima per poi addormentarsi di botto nel primo posto dove li coglie l’assopimento. Io ho dormito e mi sono risvegliata così, aggrappata al mio migliore amico per non cadere sul pavimento gelido.

 

Posted by Angor

www.myspace.com/ismelllikesnow  

MySpace Sleep Competition - 10

Luglio 21, 2007

 

Antidoti all’insonnia
Quando non dormo sono l’assoluto protagonista del mio dramma euripideo. Forse non sono abbastanza stanco… ma me lo merito. Ce la devo fare, cazzo.  Perché non mi viene, questo porco sonno?! E mi salgono i nervi. Terribile. E’ come avere la carta di credito di Rupert Murdoch e non avere niente da comprare. Cammino. Parlo da solo. Riaccendo la luce. Vado in bagno. Torno in camera. Provo a stare al computer…no, e se spreco troppo tempo?! Allora mi stendo. Mi masturbo. Potrebbe funzionare. E quando non funziona sto ancora peggio… ecco, ho fatto la cazzata. Ora sono più sveglio di prima. Fa caldo. E adesso?! Chi sarà sveglio a quest’ora?! Penso che non potrò stressare nessuno. Lo so, solo i dissoluti sono svegli la notte. Il sonno della gente perbene inizia, al massimo, all’una. E a me non resta che aspettare l’alba. Ho perso la mia battaglia personale.  

Dormire è…
Sicuramente avete presente le giornate storte. Sì, proprio quelle, non girate la testa, so bene che compaiono sfondando la porta nella vita di tutti voi. Avete litigato con il capo, avete forato una ruota in una coda bestiale mentre siete sul raccordo, non trovate più i soldi che avete prelevato ieri. Cercate la Soluzione. Vi arrovellate. Vorreste mordere qualcosa… Ma per fortuna la Soluzione arriva a passi lenti e regolari. Iniziate a sbollire. Rassegnazione (voi la chiamereste “maturità” …). E la Soluzione sta già accarezzando i vostri nervi scossi. Vi stendete sul letto, vi fumate una sigaretta e mettete un brano nel lettore cd. Una strana consapevolezza gioca con il vostro ego ferito: dai, forse ci siete…! Perché avete capito che la miglior difesa è la difesa. Ma andasse tutto affanculo. Dormire. Gli occhi si chiudono, piano. Non è importante che ore sono, né quanto tempo dormirete. La piccola magia del sonno avrà il potere di resettare il vostro umore di merda, darvi la forza di rialzarvi, garantirvi un’erezione degna del suo nome. E’ la piccola magia di ogni persona. E’ l’amante che bacia come tutti vorrebbero. E’ la nemesi delle cazzate che combiniamo tutto il giorno. E non siate avari con il vostro sonno: senza di lui non ce la fareste mai. Perchè, come diceva un tizio che di cui non ricordo nulla: “Dormire non è poca arte; per giungervi, infatti, bisogna vegliare l’intero giorno”. 

Un incubo indimenticabile
Il primo incubo lo ricordo con un sorriso accennato sulle labbra. Ero piccolo, sette o otto anni. E il mio (povero) cervello veniva farcito da tutte le bugie del mondo degli adulti, ed elaborava con fantasia ogni racconto, ogni monito, ogni descrizione. Andavo a letto, con il bavero delle coperte che, attempatamente, mi copriva sino al collo. Chiudevo gli occhi.. ed eccolo che arrivava. In un un posto senza tempo, correvo a perdifiato. Qualcuno mi inseguiva con la bava alla bocca. Il Diavolo, era lui che mi inseguiva! Per quanto potessi accelerare, il mio inseguitore era instancabile. Leggeva i miei movimenti. Era il Cacciatore Perfetto. E la visuale del sogno cambiava a volo d’uccello, ed ero in una specie di casa di Barbie, quella di cartone con le colonne e l’ascensore in pura plastica, tutta aperta. E il nostro giro era sempre uguale, infinito… Poi il risveglio. L’inerzia dei miei incubi. Gli anni ‘80 che stanno per morire. Sono cresciuto. Quando un giorno, uno spiacevole ritorno. Sogno che mi hanno tagliato un braccio; mi sveglio con un urlo da cane e mi scopro terrorizzato: il braccio si muove a mo’ di marionetta…cazzo…aiuto…che cazzo succede mi sono rotto il braccio mentre dormivo?! Riordino le idee. Si era addormentato, perdio…E tutt’oggi (cambio casa ogni tre mesi), se dormo solo mi sveglio con il cuore in gola: non so dove sono.. che cazzo di stanza è questa?! Non mi fido. Devo farci l’abitudine. Perché l’incubo è la paura di ciò che hai a fianco, di ciò che c’è fuori, di ciò che c’è dentro. Perché non si può nascondere niente, a uno che dorme.

Il posto più strano dove l’ho fatto
Scherziamo. Scherziamoci sopra…E’ comico, possiamo vederlo. E’ quando si è esausti. E’ quando si sta frullando da troppo tempo e la vita ti assale e non hai il tempo di capire e ti stai divertendo e non è il momento di staccare ma… come d’improvviso crolli. Metteteci di sottofondo “No surprises” dei Radiohead e vedrete che si addormenteranno tutti, cani e papi e mamme e vigili e carcerati. Io ero diciottenne. Che bei momenti. E dopo una nottata ubriaco (e giri e la ragazza che ti piace) andai a finire in una sala prove di un gruppo di amici metallari, i Maelstrom. E mi addormentai con una copertaccia a mo’ di cuscino, a due passi dalla grancassa. Da non credere. Ma loro capirono. Nessuno mi disturbò. Continuarono a suonare in silenzio e mi svegliarono in chiusura, dolcemente, con una birra. Non c’è niente di male, no?! Come succede in Giappone, con il treno delle cinque. Entrai nello scompartimento e notai la calma… pian pianino si addormentavano. Tutti. Con il giornale in mano, con il portatile acceso o stravaccati sul sedile. Tutti insieme. Bellissimo. Ed era un delitto vedere che la sveglia era il nome della loro stazione, e che, uno a uno, lasciavano il vagone nel silenzio. Un silenzio morto, oramai. Non dormiva più nessuno…

Con chi mi piacerebbe dormire
Dormire con qualcuno. A volte è necessario, ti invado la casa e non hai i letti, ci conosciamo da tanto tempo, il letto è a una piazza e mezzo… (quello degli studenti ricchi, per intenderci). A volte è fastidioso, a volte quasi banale. Ma a volte è dolcissimo. Non quando sei distrutto, che non te ne frega niente di chi o cosa c’è al tuo fianco. Ma nelle notti d’inverno, con una cioccolata calda e le coperte pesanti. E lì addormentarsi abbracciati magari a un bel cagnone peloso. Casa. Niente che graffi la tua perfezione. Oppure dormirei con Nicole Kidman. Ecco, so che cosa pensate… il solito maiale depravato. Proprio lei, un’altra persona no?! E il bello è che, per un sacco di tempo, non l’avevo in simpatia. Continuo ad osteggiare il fatto che sia reputata sexy… però per addormentarsi sarebbe proprio la persona giusta. Vederla che si addormenta piano… fragile…Vedere il suo profilo. Sentire il suo profumo. E prima di addormentarsi, portare con sé l’ultimo fotogramma del mondo sveglio. Qualcosa di bello. Qualcosa che ti tenga per mano nelle ore di quiete. E aspettare un risveglio, senza problemi, in un mondo con il marcio che ti soffoca peggio del puzzo di nafta.

 

Posted by The Scarlet Tear

www.myspace.com/d_scarlet_tear