Archivio per Ottobre 2008

Ninna nanna a mia figlia di tredici anni

Ottobre 21, 2008

Dormi, tesoro mio, dormi.

Dormi come se nessuno ti prendesse in giro perché hai un’amica cinese e un’amica mussulmana.

Dormi senza la paura di andare in Francia con la scuola, una settimana via da noi.

Dormi con la tua voglia che il mondo sia grande, buono, una casa dove abitare tutti assieme.

Dormi sognando il tuo cane, la tua Avril Lavigne, le nostre vacanze, le nostre risate.

Dormi perché la Lega e Berlusconi e i Fascisti siano solo i mostricciatoli di una fiaba venuta male.

Dormi quando sorridi a occhi chiusi e cacci una puzzetta che io e la mamma scappiamo.

Dormi per tutti i tuoi sogni, per tutte le tue realtà, per tutta la tua forza di essere tra poco donna.

Dormi, tesoro mio: dormi.

 

Posted by Roberto Tossani

Dormono, loro

Ottobre 20, 2008

Dormire è una faccenda personale, ognuno lo fa come vuole: a pancia in su o in giù, di lato, con la testa sotto il cuscino, con una mano sotto la guancia, con le gambe divaricate, con le braccia lungo i fianchi, con un arto che penzola da una parte, a riccio. E’ solo una posizione di partenza, che si può decidere prima di addormentarsi, ma che nel corso del sonno si modifica senza volontà. Capita al mattino di trovarsi spostati, scoperti, incastrati, in bilico, capovolti. 
Dormire è dimenticare di esistere: da solo puoi russare, emettere strani versi, farfugliare, urlare, singhiozzare, ansimare, mugolare, senza accorgerti di nulla. Nessuno ha memoria, volontà o controllo di quello che fa mentre dorme, altrimenti non dormirebbe per nulla. 
Dormire è un atto egoistico, così dormire insieme è un bel problema sociale. 
Quando non si dorme da soli- che si sia in due o in trenta- i singoli sonni si danno battaglia: vince, è semplice, chi si addormenta per primo.

“Mai russato in vita mia” finché qualcuno non ti ha preso a calci nei fianchi; “Mai parlato di notte” , impossibile se non c’era nessuno ad ascoltare i tuoi deliri!

Ho la sfortuna di avere un sonno che arriva lento. Quando si dorme insieme, nella lotta tra i sonni, soccombo, cioè non dormo. Percepisco tutti i respiri, amplificati dal buio; sento gli altri che russano, ognuno in modo diverso: chi tira il fiato e cade in apnea, chi rilascia con un sibilo, qualcuno soffoca in un verso tipo miagolio, un altro gratta il silenzio senza mai fermarsi, c’è chi segue sincopi da jazzista e chi accende il motore e non lo ferma fino a mattina. E’ bel guaio, per me, questo concertino. Se li sento ronfare, tutti distinti e tutti insieme, non prenderò mai sonno e più passerà il tempo, più mi monterà il nervoso perché se li sento, vuol dire che loro dormono mentre io li sto ad ascoltare.

Concentrati, concentrati sul tuo respiro, ma il mio respiro non riesco nemmeno a intuirlo, soffocato com’è da una tale sinfonia di fiati. 
Pensa al mare, a una spiaggia di sabbia bianca, ma come faccio a dimenticare che sto dormendo su un pavimento e il mio alluce preme contro la cerniera del sacco a pelo? 
Stai dormendo da sola, in camera tua, sul tuo letto di sempre, allora di chi è questo piede che mi sfiora la testa?

Sono ancora sveglia: ho perso.

 

Posted by Sara Stangherlin

Must be dreaming

Ottobre 10, 2008

Frou Frou, Must be dreaming

Men’s Bed-room 3

Ottobre 10, 2008

CARMELO 

Nel suo appartamento gira un sacco di gente. È un openspace, così non deve preoccuparsi di portare chi vuole in camera da letto. 

C’è un grande frigorifero all’americana, con la bandiera degli Stati Uniti smaltata sulle porte. Dentro c’è un po’ di tutto: bottiglie di vino bianco e di birra, Coca Cola, formaggi in scatola e latte. Dietro gli sportelli della cucina si possono trovare salatini e patatine, qualche sugo per la pasta e decine di scatolette di Insalata Riomare alla Messicana.

Il letto è basso, come quelli giapponesi, ma se l’è fatto fare rotondo. Gli estranei che entrano a casa sua non si sentono imbarazzati perché trovano subito un argomento di cui parlare. D’altronde, un letto rotondo ce l’hanno in pochi. E un letto giapponese rotondo ce l’ha solo lui.    

Ha trovato anche un comodino rotondo, da metter vicino al letto. Lo usa per appoggiare i calici di vino, le bottiglie di birra o i bicchieri da superalcolici quando si passa al sesso. Ci lascia sempre sopra un portacenere pulito per fumarsi una sigaretta, dopo. Non gli piacciono i portacenere sporchi, anche se hanno un solo mozzicone.

In un cassetto, nasconde tutti gli oggetti che gli altri dimenticano. C’è un po’ di tutto: orecchini e reggiseni, portafogli, calze e boxer.  

 

Posted by Patrizia Spinetta