Seconda parte
Con l’inizio dell’estate, è arrivato l’altro. Un altro lui, che ha portato con sé nuove notti inquiete.
Non avevo voglia di andare al supermercato, i frigoriferi pieni di cibo mi davano il voltastomaco. Le gite notturne non mi rilassavano più e non mi andava di parlare di casa.
L’altro si è infilato nella mia insonnia, delicatamente.
All’inizio ci trovavamo sulla terrazza a fumare una sigaretta e ci mettevamo a chiacchierare.
A pochi giorni dalla mia partenza aspettavamo che tutti se ne fossero andati a letto per avvicinare due sedie di fronte al mare e stare lì a parlare tutta la notte, dal caffè della sera al latte e biscotti del mattino.
Le notti in bianco si erano trasformate in notti bianche.
Dell’ultima notte americana ricordo una grande valigia vuota, al centro del salotto. Era circondata da grumi di oggetti, vecchi e nuovi. Dovevo scegliere cosa metterci dentro, cosa buttare via e cosa regalare.
Ho passato la nottata a decidere. Lui era seduto sul divano e sorseggiava una birra, mentre sfogliava un giornale. Ogni tanto ci sorridevamo.
Quando ho finito, ho chiuso il bagaglio e l’ho sistemato vicino alla porta.
Lui mi ha preso per mano e ci siamo seduti in terrazza a guardare un’altra alba californiana. In silenzio.
Posted by Patrizia Spinetta