
L’infermiera è rosa, come un fiore di giardino, ma il vento che la piega soffia dallo stesso continente di acqua palustre e stagnante, e nell’orecchio dell’infermiera risuona la voce di Dio o del diavolo, come la vocina che guidava il cavallo dicendo Arri hop!
nel più assolato dei giorni, giallo come un toi-toi con un girasole nel cuore che è una torta ai semi, anche se i semi sono bruciati, anneriti dalla cenere portata dal medesimo vento che piega e schiaccia il corpo rosa del fiore e che soffia incessantemente da un milione di anni spingendo verso un mondo di cecità
questa camera
e la coperta nera posata sul letto come uno scarafaggio elasticizzato e orlato, e le donne stese sopra il guscio impellicciato, le tempie lavate e nettate da un rantolo viola di sapone eterico liquido
nascosto in un batuffolo di ovatta. E le donne farfuglianti, esitanti, quiete come boschi, si snodano in fila per due come un lungo serpente in attesa dell’interruttore che le priverà della vista
e della paura
e nessuna lotta per fuggire accorgendosi di abitare in una camera per ciechi dove le porte non hanno serratura, e chi entra dal corridoio deve aderire col corpo alla parete, e la parete poi gli si chiude dietro da sola ed è una massa di velluto simile all’onda nella scia di una nave.
Ma Dio o il diavolo è arrivato, percorrendo a piedi il lungo corridoio, stillando la propria mente e la propria voce in gocce infinitesimali al di là della parete altrimenti invalicabile. E Dio o il diavolo saluta le donne. Torce le loro vestaglie di flanella facendone uscire il sangue che sgocciola sul pavimento formando un rivolo. Adesso è un ruscello, fluisce verso la parete e non riuscendo ad attraversarla diviene un’onda che preme contro il muro e non può fuggire.
Le donne urlano. Hanno paura di affogare. O di bruciare.
Janet Frame, Gridano i gufi
Credits: photo from www.flickr.com/photos/rocksss
Ottobre 9, 2007 alle 11:08 am |
madonna…
stupefacente!
Ottobre 9, 2007 alle 12:18 pm |
Strarodinariamente intenso!