Archivio per Ottobre 2007

White widow

Ottobre 31, 2007

Choreography by Moses Plendeton and Cynthia Quinn of MOMIX
Music by Angelo Badalamenti and David K. Linch

The Joffrey Ballet of Chicago
From “The company” by Robert Altman

Non voglio più svegliarmi

Ottobre 30, 2007

 

Non voglio più svegliarmi.

Gli occhi serrati fino a farmi male.

Mi concentro sulla miriade di pallini luminosi che si accendono e si spengono sullo schermo delle palpebre. Alcuni si muovono, rimbalzano, sembra che ruotino. Altri spariscono, risucchiati dal nero della pelle, oppure si gonfiano all’improvviso e diventano piccoli pianeti.

Guardo la mia costellazione privata tirando le coperte fino al mento.

Le dita delle mani ad artigliare ogni lembo di lenzuolo disponibile.

Non voglio più svegliarmi, ma so che domani sarò costretta ad aprire gli occhi, e ad alzarmi.

La voce sottile di mia madre mi raggiungerà anticipando la sveglia, sentirò la rabbia salirmi alla bocca insieme al primo sbadiglio e le risponderò male; so tutte queste cose.

E so anche altro.

La giornata comincerà e continuerà come sempre: i crampi alla pancia, la doccia, la mano che scorrerà sulla cicatrice arrossata, il senso di nausea all’odore del caffè, le occhiaie tatuate sotto gli occhi.

Sono un guscio svuotato, io, ripulito dall’interno.

Mi accoccolo come un feto nella placenta calda delle lenzuola.

Gli occhi serrati fino a farmi male.

Ora, non voglio più svegliarmi.

 

Posted by Misia

Photo by Vainilina on Flickr.com

Il ritmo dei sogni

Ottobre 30, 2007

 

A me piace dormire con lui. E a lui piace dormire con me, ne sono sicura.

L’abbiamo fatto centinaia, quasi migliaia, di volte. L’abbiamo fatto in letti e paesi diversi, appoggiati sul mondo un po’ come capitava. Lo abbiamo fatto in modi differenti a seconda di come erano state le nostre giornate.

L’altra notte eravamo spiriti che cercavano di tornare nella loro dimensione d’origine, dove non esistono né lo spazio né il tempo, e tanto meno buon senso e regole sociali. Qualche notte prima ci eravamo sdraiati vicini e ci eravamo stretti l’uno all’altra, mentre qualche mia lacrima si mescolava al suo odore. Oggi è stato il sonno a violentarci, trattenendoci in una spirale di immagini sgradevoli e catartiche.

Ci sono stati sonni pomeridiani, con il sole che si abbassava lentamente e cambiava i riflessi sulle pareti, mentre l’aria estiva e domenicale ci regalava una breve vacanza. Ci sono stati sonni cullati dai nostri liquidi rappresi sulle lenzuola, dopo ore di piacere che rendevano il dormire necessario. E altri, che non ricordo.

Ce lo siamo detti: facciamo sogni diversi. O almeno così sono quelli che ci ricordiamo. E, quando si assomigliano, sono fuori sincrono come due metronomi in cui il battere di uno è sfasato di poco dal levare dell’altro.

Io gli ho detto che sui nostri sogni abbiamo un potere limitato perché arrivano da troppo lontano, da un inconscio che supera il confine della singola vita.

Lui mi ha detto che non vale più la pena di soffrire, per questo.

Quando il ritmo dei sogni è diverso, a volte si fa fatica a dormire insieme. È meglio stare solo vicini, o neppure quello.

Ci siamo ricordati che un sogno simile lo facciamo anche noi.

È quello di uno spazio aperto e colorato in cui nessuno smette mai di sognare.

Quando ci pensiamo prima di addormentarci, poi dormiamo sereni.

 

Posted by Patrizia Spinetta

Sleeping Guest Star - Sandrone Dazieri

Ottobre 29, 2007

 

Che rapporto hai con il sonno come persona e come artista? Ci sono cambiamenti in questo rapporto nei tuoi periodi di più intensa creatività?

Be’. Come persona mi piace dormire, come a tutti credo. Ma non dormo molto. Diciamo cinque ore notte, perché le giornate sono troppo brevi e soprattutto di notte mi riposo: leggo, guardo film, eccetera. Una volta la settimana di solito dormo un po’ di più. Come scrittore, quando sono immerso in un romanzo, a volte non riesco a dormire perché sto cercando la soluzione a qualcosa che sto scrivendo e non mi viene, o mi rigirano in testa delle pagine che non filano. A volte mi alzo nel cuore della notte perché “devo” scrivere. Fa parte del processo di blocco/sblocco della creatività.

Secondo te cosa accade alla nostra coscienza quando dormiamo?

Rimane vigile. Per questo non ricordiamo tutti i sogni. Certo, è una coscienza alterata.

Il romanziere E. M. Forster in un suo saggio afferma che il sonno è una delle cinque attività fondamentali dell’uomo ma anche che è la meno rappresentata nella letteratura. Secondo te da cosa dipende questa esclusione?

Sarà vero? Forse perché il sogno tende a essere non razionale e quindi difficilmente raccontabile.

Che ruolo ha il sonno nelle storie che racconti? E più in generale, secondo te, quale sarebbe il modo migliore per raccontare il sonno?

Uno dei miei personaggi non dorme mai, e il sonno e’ il suo stigma, quello che lo differenzia dal resto dell’umanità.

Qual è per te la differenza tra dormire da solo e dormire con qualcuno?

Da solo sei più comodo, ma addormentarsi è meno divertente.

Esiste un legame tra sonno, sesso e sensualità?

Be’, se non dormo la voglia di fare sesso se ne va. In compenso, se ne fai tanto, dormi poco. In genere, comunque, le persone che dormono non sono molto sensuali. Sbavicchiano, russano…

Che cosa rappresenta per te il momento del risveglio e a che sensazioni si accompagna di solito?

Con la voglia di dormire ancora. Mi ci vuole un po’ per ricominciare a funzionare. Diciamo tre caffé.

Quale potrebbe essere la tua personale definizione del sonno?

Uno spazio privato.

 

Nato a Cremona nel 1964, Sandrone Dazieri si diploma alla scuola alberghiera di San Pellegrino Terme e pratica la professione di cuoco per una decina d’anni, in giro per l’Italia. Studia Scienze Politiche a Milano, non si laurea, e, lasciati i fornelli, pratica numerosi mestieri, dal venditore di corsi di musica al facchino, in contemporanea con l’attività di militante nel movimento dei centri sociali milanesi. Nel 1999 pubblica il suo primo romanzo noir, Attenti al Gorilla, per il Giallo Mondadori e il rapporto con la casa editrice si approfondisce sino alla nomina a responsabile prima dei Gialli Mondadori, poi di tutto il comparto dei libri per edicola. Scrive altri tre romanzi per adulti, sempre noir (La cura del Gorilla, Einaudi, Gorilla Blues, Strade Blu Mondadori, Il Karma del Gorilla, Strade Blu Mondadori), un romanzo per ragazzi (Disney Avventura, premio selezione Bancarellino), numerosi racconti (antologia Crimini, Einaudi, Il Giallo e l’impegno, Micromega, solo per citare le più conosciute), alcuni soggetti per il fumetto (Pinocchio, Diabolik).

www.sandronedazieri.it