“The Sleepers” – L’antologia

Dicembre 4, 2008 by Narco Team

sleeeprsbannerpromozio3
Photobucket

The Sleepers Anthology – 12

Novembre 29, 2008 by Narco Team

 733057800_cf20c560dc

 

Giovedì, 03:56  

Il ragazzo è seduto alla scrivania, una mano che gioca con la tastiera del laptop e l’altra appoggiata allo schienale imbottito della poltroncina girevole.

Lo schermo manda una luce fioca che proietta una seconda videata -senza colori immagini o scritte- sulla superficie lucida del legno. Sopra la scrivania, un pacchetto aperto di kleenex e una bottiglia di CoronaExtra piena a metà. Il resto della stanza è immerso nel buio.

L’orologio del browser nella barra dei comandi segna le 03:56. 

* Connecting to irc.tin.it (6669) 

Please wait while we process your connection. 

Status: Anarchy86 on IRC.net 

Mirc Favorites 

Enter a channel name e click join: 

#SleepAnarchy 

* Now talking in #SleepAnarchy 

* Topic is “tHe ReVoluTion of SleePers!” Sets by Killerboy and WhiteBlock! 

* Anarchy86 has joned to #SleepAnarchy 

Killerboy sets mode: +1 Anarchy86 

Il ragazzo sbadiglia, si porta la bottiglia di CoronaExtra alle labbra e beve qualche sorso. Si passa una mano tra i capelli, sbadigliando di nuovo. Poi si piega in avanti e digita velocemente sulla tastiera del laptop.”

Estratto da La strategia del sonno di Misia Donati

 

bannersleep212

The Sleepers Anthology – 11

Novembre 26, 2008 by Narco Team

2696704848_42c695601f2696704992_6aecd210511

“Continuano a baciarsi. Martino slaccia il reggiseno a Marika, spuntano le sue tettine prosciugate ma con la pelle tenerissima. Tra i capezzoli e le costole lo spessore della ragazza è quasi nullo. Martino le fruga, la fruga, con le mani che sono musi di cani. Prima di scendere al sesso di lei però si ritrae un attimo, torna dalla sua parte e fa scivolare i boxer lungo le cosce, poi li toglie. Sa che lei non avrebbe avuto la sfrontatezza (la voglia) di farlo e così c’ha pensato da solo. Torna a lei, per darle, darsi?, la piccola morte.

È in questo momento, lo ricorderà poi sempre benissimo negli anni che verranno, che si verifica la prima avvisaglia dell’ammucchiata. Perché quando allunga la mano a soppesarle i seni questi sono improvvisamente floridi, e gli riempiono il palmo. La ritrae spaventato, lei mugola, lui riallunga le dita a toccarle un capezzolo. Tutt’attorno il seno però s’è di nuovo spianato, perdendo il fiore. È stata solo un’impressione allora.

Ma il mugolio di lei – spaventata a sua volta – era quello di chi vede nel buio una delle tante cose strane che popolano il buio. La mano destra di Martino che si allungava sul suo seno erano due. Ma è stato un attimo, non potrebbe giurarci. Però, alla luce del poi, negli anni che verranno ricorderà sempre benissimo che questo è stato l’inizio.”

Estratto da Stazione di cambio di Gabriele Dadati.

 

bannersleep212

The Sleepers Anthology – 10

Novembre 25, 2008 by Narco Team

2367902702_7b539aacc6

“Cominciò la veglia. La veglia comincia quando chi arriva si siede nella stanza del morto, quando le gonne di cotone nero, i pantaloni di fustagno grigio e i grembiuli leggeri di panno poggiano sulle sedie traballanti di compensato e impiallacciatura, e le schegge e i chiodini cigolano come una sveglia non appena il corpo si abbandona pesante al sonno.

Le zie avevano messo un cuscino sotto il sedere, erano le più vicine alla morta e non volevano fare rumore, per non disturbare, sapendo che prima o poi una di loro avrebbe ceduto. Temevano per Armida, soprattutto.

La zia Armida era famosa per dormire seduta in molte occasioni sociali. Aveva dormito a tavola anche il giorno in cui il nonno aveva invitato a pranzo il direttore generale dell’agenzia di Comiso – quando abbiamo apparecchiato con l’argenteria e usato il servizio di porcellana ungherese e la nonna ha pianto perché si è rotta la salsiera travasando dalla pentola l’agglasso per il lacerto.

La zia Armida la si era dovuta prendere a piccoli colpi sulle caviglie, usando la punta del suo bastone da passeggio sotto la tovaglia bianca di cantù. Un colpetto ogni dieci minuti per non farle crollare la faccia sul piatto e fare la figura degli originali con il direttore generale dell’agenzia di Comiso. Nella mia famiglia c’è sempre stato il terrore di apparire originali.

La zia Armida senza paura di strafare dormiva moltissimo ed eravamo certi, non sarebbe riuscita a vegliare per intero la sorella.

Dietro le zie e la mamma, che proprio erano strette in cerchio attorno alla bara e mantenevano accese le candele e recuperavano la cera che colava, c’era il vuoto. Il vuoto fatto a posta per mettere in risalto il centro della scena.”

Estratto da Dormono senza saperlo di Eleonora Lombardo.

 

bannersleep212